E' previsto, a decorrere dal periodo d'imposta 2015 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019 (termine prorogato al 31.12.2020 dalla legge n. 232/2016, art. 1, commi 15 e 16) un credito d'imposta per tutte le imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo di cui all'art. 3 del Dl n. 145/2013 come sostituito dall'art. 1 c. 35 della legge n. 190/2014, comprese quelle relative a tutto il personale, secondo le indicazioni dell'art. 3, c. 6 lett. a-d, effettivamente impiegato nell'attività di ricerca e sviluppo. Non si considerano attività di ricerca e sviluppo le modifiche ordinarie apportate a prodotti, linee di produzione, servizi esistenti anche quando tali modifiche rappresentano miglioramenti (Ag. Entrate, risol. n. 122/E/2017).


Le spese di lavoro ammissibili riguardano il personale dipendente,anche a tempo determinato, il personale assunto con contratto di apprendistato nella misura in cui l'apporto fornito da detto personale sia direttamente connesso con lo svolgimento dell'attività di ricerca e sviluppo. Analogamente per i costi relativi a personale acquisito mediante un contratto di somministrazione ed anche per il personale in rapporto di collaborazione con l'impresa, compresi gli esercenti arti e professioni a condizione che svolga la propria attività presso le strutture della stessa impresa. Detto personale deve essere altamente qualificato. Possono rientrare nel credito d'imposta anche i costi relativi al personale non altamente qualificato che svolge l'attività in totale autonomia di mezzi e organizzazione ma dotato di specifiche competenze tecniche rientranti nella ricerca commissionata provata dall'esistenza di un contratto (lett. c) e ove non sia possibile rientrare nella ricerca commissionata per difetto dei presupposti, tali costi rientrano tra le competenze tecniche di cui alla lett. d) a condizione che i soggetti non dipendenti dall'impresa abbiano con la stessa un rapporto di collaborazione. 

Il credito è pari al 25% (legge n. 145/2018) degli incrementi annuali di spesa nel settore ricerca e sviluppo registrati in ciascun periodo d'imposta di applicazione dell'incentivo, rispetto alla media realizzata nel triennio antecedente al periodo d'imposta in corso al 31/12/2015 (2012-2014). Per le imprese in attività da meno di tre periodi d'imposta la media degli investimenti è calcolata sul minore periodo a decorrere dal periodo di costituzione. La norma fissa anche un tetto massimo di godimento annuo dell'agevolazione stabilito in 10 milioni di euro. Il credito d'imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi. 

Il decreto interministeriale del 12 settembre 2017, in attuazione dell'art. 25 del D.Lgs. n. 80/2015 (Inps circ. n. 91/2018-mess. n. 4823/2018) ha stabilito criteri e modalità di utilizzo delle risorse destinate, sotto forma di sgravi contributivi, per incentivare accordi collettivi di secondo livello volti a favorire la conciliazione tra le responsabilità genitoriali e dell'assistenza alle persone non autosufficienti e l'attività lavorativa.


Beneficiari dello sgravio contributivo sono i soli datori di lavoro del settore privato. Questi dovranno aver sottoscritto e depositato contratti collettivi aziendali (anche recependo accordi territoriali) che migliorano le condizioni stabilite dalle norme vigenti e dai CCNL in relazione alle misure di conciliazione tra vita e lavoro. Non è però sufficiente aderire alla contrattazione collettiva territoriale ma si rende comunque siglare un accordo aziendale anche se di semplice recepimento delle misure contenute nell'accordo territoriale. Il contratto aziendale dovrà essere stato siglato e depositato entro il 31 ottobre 2018 tramite il portale del Min. Lav. "cliclavoro.gov.it. 

E' necessaria l'introduzione di misure che consistano in almeno due interventi selezionati dalle aree della genitorialità o del welfare aziendale (elencate nella tabella allegata al decreto 12/9/2017). Il contratto aziendale dovrà riguardare un numero di dipendenti che sia pari o superiore al 70% della media dei lavoratori dipendenti occupati nell'anno civile precedente a quello in cui è presentata all'Inps la domanda di accesso al beneficio. 

E' necessaria inviare la domanda telematica attraverso l'applicazione DiResCo sul portale Inps, modulo "Conciliazione Vita-Lavoro" (Inps circ. n. 163/2017). Per la fruizione dello sgravio deve essere rispettata la regolarità contributiva (Durc) ed il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali e aziendali. L'Inps informa i datori di lavoro dell'esito della domanda e dell'importo dello sgravio riconosciuto.  

Lo sgravio potrà essere fruito una sola volta in uno dei due anni del biennio preso in considerazione dal decreto ministeriale (2017-2018), quindi la domanda potrà essere presentata per una sola annualità. L'Inps procederà al calcolo del beneficio spettante sulla base del numero delle richieste pervenute con esito positivo, del budget anno e della forza aziendale risultante dalle denunce Uniemens. All'azienda ammessa al beneficio sarà assegnato il codice di autorizzazione "6J" l'esposizione nel flusso Uniemens avverrà all'interno di DenunciaAziendale/AltrePartiteACredito con codice CausaleACredito L902 e nell'elemento ImportoACredito dovrà essere riportato l'importo dello sgravio autorizzato. Il conguaglio può essere effettuato sulle denunce relative a dicembre 2018 e gennaio 2019. 

Misura dello sgravio. Lo sgravio, per ciascun datore di lavoro, cioè per codice fiscale indipendentemente dal numero di posizioni contributive, non è correlato alla retribuzione dei lavoratori che materialmente utilizzeranno le misure di conciliazione vita-lavoro ma dipende dal numero delle aziende richiedenti nel singolo anno e della forza occupazionale media del datore di lavoro. L'importo sarà noto al datore di lavoro solo nel momento in cui l'Inps, accogliendo la domanda, gli comunicherà l'importo. Il beneficio si compone di due quote calcolate dall'Inps: 

- quota A = 20% del budget sgravio annuo / n.° datori di lavoro ammessi;

- quota B = 80% del budget sgravio annuo / media complessiva dei dipendenti occupati nell'anno precedente da tutti i datoti di lavoro ammessi x media occupazionale del datore di lavoro incentivato. E' precisato che il beneficio complessivamente fruito non potrà eccedere il 5% dell'imponibile previdenziale dichiarato all'Inps nell'anno civile precedente.