Lavoro autonomo e rapporti di collaborazione coordinata e continuativa.

Il lavoro autonomo produce redditi diversi da quelli d'impresa e trova il suo fondamento nell'art. 2222 cod. civ. Si tratta di prestazioni d'opera in cui un soggetto, dietro corrispettivo, si impegna a compiere un'opera o un servizio prevalentemente attraverso il proprio lavoro e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente. L'attività si svolge in modo completamente autonomo, senza alcuna continuità nell'esecuzione della prestazione e senza alcun coordinamento con l'attività del committente. Si caratterizza pertanto per l'assenza di vincoli di orario, libertà nella scelta delle modalità di esecuzione del lavoro da parte del lavoratore, raggiungimento di un risultato, compenso determinato in funzione delle opere eseguite e privo del carattere della periodicità, assunzione del rischio economico da parte del prestatore di lavoro.

Per redditi d'impresa  si intendono le attività nel cui svolgimento l'organizzazione di tipo imprenditoriale assume un ruolo prevalente rispetto all'opera prestata dal singolo soggetto.   

I lavoratori autonomi si dividono in due categorie:

- Professionisti i cui redditi derivano dall'esercizio di arti e professioni svolto in forma abituale anche se non esclusiva (art. 53 c. 1 Tuir) tassati in base alle regole dell'art. 54 commi 1-7. Per forma abituale deve intendersi una attività attuata in modo continuativo avente il carattere della professionalità.

- e redditi tassativamente indicati nei commi 2 e 3 dell'art. 53 Tuir tassati in base alle regole dell'art. 54 c. 8.

Ai fini contributivi i lavoratori autonomi del 1° gruppo si dividono in professionisti con obbligo di iscrizione ad una cassa professionale e professionisti obbligati all'iscrizione alla Gestione separata Inps ad opera della legge n. 335/1995 in quanto non per tutte le attività professionali esistono Albi o Elenchi ed una forma di previdenza privata. Non sono soggetti a contribuzione i redditi del 2° gruppo. Ai fini fiscali lo svolgimento di una professione abituale comporta la tenuta della contabilità prevista per legge, mentre tale obbligo non vige per le attività indicate nei commi 2 e 3 del Tuir.

Le categorie di lavoratori che possono iscriversi alla Gestione separata sono: Professionisti non iscritti ad una Cassa di previdenza autonoma (titolari di partita Iva); Collaborazioni coordinate e continuative ex art. 409 c.p.c. anche svolte da pensionati; lavoratori autonomi occasionali solo se non hanno l'obbligo di iscriversi ad una autonoma Cassa di previdenza e solo se hanno un reddito superiore ai 5.000 euro; venditori porta a porta solo se il reddito professionale annuo è superiore ai 5.000 euro; spedizionieri doganali non dipendenti; dottorato di ricerca con borsa di studio; socio lavoratore di una S.r.l. commerciale e contemporaneamente amministratore della stessa.

Non sono soggetti a contribuzione i redditi derivanti da diritti d'autore, borse di studio as esclusione dei dottorati di ricerca, indennità per cessazione di rapporti di agenzia, levata dei protesti, pertecipazione agli utili di promotori e soci fondatori di Spa/Sapa/Srl; professionisti già assicurati nelle rispettive Casse di previdenza e relativamente ai redditi assoggettati a contribuzione dalle medesime Casse.  

Per i professionisti senza cassa previdenziale il contributo è calcolato sul reddito professionale dichiarato ai fini Irpef (quadro RE del modello dei redditi) e deve essere versato, dal professionista stesso, Gli acconti, per l'anno in corso e per un totale dell'80%, sono calcolati sulla base del reddito imponibile dell'anno precedente con le aliquote vigenti nell'anno corrente e versati con le stesse scadenze previste per i versamenti del saldo e degli acconti Irpef: 

- 1° acconto pari al 40% del contributo dovuto sui redditi dell'anno precedente; 2° acconto il rimanente 40% oppure l'intero 80%.  

Il professionista può addebitare in fattura al cliente, a titolo di rivalsa, una quota pari al 4% dei compensi lordi. Tale somma è soggetta ad Iva e a ritenuta d'acconto, analogamente al compenso stesso.  

Con il contratto di prestazione d'opera, pur non essendo obbligatoria la forma scritta, per una funzione probatoria, generalmente si procede alla compilazione di un contratto che deve contenere: la descrizione sufficientemente dettagliata dell'opera e del servizio richiesti, i tempi di consegna, il compenso pattuito, le modalità di pagamento e le modalità di recesso. Per ogni prestazione occorre emettere fattura con applicazione dell'Iva e della ritenuta d'acconto Irpef (20%). I redditi sono classificati fiscalmente come redditi di lavoro autonomo e sono tassati in sede di dichiarazione dei redditi secondo il principio di acconto e saldo applicando le aliquote Irpef. Il collaboratore autonomo è obbligato ad iscriversi alla Gestione separata Inps, salvo che eserciti un'attività che preveda una cassa previdenziale specifica. La contribuzione è a totale carico del lavoratore che però ha la possibilità di addebitare nella fattura il 4% del compenso lordo a titolo di rivalsa sul committente.

La distinzione tra attività di lavoro autonomo e dipendente va effettuata in base alle modalità di svolgimento delle stesse. L'elemento distintivo per i lavoratori subordinati è l'assoggettamento del lavoratore dipendente al potere direttivo del datore di lavoro. IL lavoratore autonomo non è tenuto al rispetto dell'orario di lavoro, né al controllo delle modalità di svolgimento dell'attività, sopporta il rischio della stessa e non consegue una retribuzione periodica. La Cassazione ha stabilito che il vincolo della subordinazione va desunto dalla reale volontà delle parti anche in contrasto con il nomen iuris attribuito al contratto. Ad esempio la prestazione di attività lavorativa onerosa, nei locali dell'azienda, con materiali e attrezzature della stessa e con modalità proprie di un lavoratore subordinato in relazione alle caratteristiche delle mansioni svolte comporta una presunzione di subordinazione che è onere della controparte vincere. 

Dal 1° gennaio 2016 (D.Lgs. n. 81/2015, art. 2), tutti i rapporti di collaborazione autonoma per i quali è il committente a decidere quando e dove lavorare, saranno ricondotti nell'alveo del lavoro subordinato con applicazione della relativa disciplina. Sono destinate a sopravvivere solo quelle collaborazioni a partita Iva che abbiano caratteristiche di genuina autonomia in cui è il collaboratore a decidere le modalità, i tempi, e il luogo della prestazione.

Lavoratori parasubordinati. Descritti nell'articolo a parte (vedere indice degli articoli).