Al fine di contenere il perdurare degli effetti straordinari sull’occupazione, determinati dall’epidemia da Covid--19 in aree caratterizzate da gravi situazioni di disagio socioeconomico, e di garantire la tutela dei livelli occupazionali, l’art. 1, comma 161, della legge di Bilancio 2021), ha previsto che l’esonero contributivo di cui all’art. 27, c, 1, del Dl.  n. 104/2020 (c.d. Decontribuzione sud), si applichi fino al 31 dicembre 2029.

La decontribuzione spetta dal 1° gennaio 2021 fino al 31 dicembre 2029, per i rapporti di lavoro dipendente, per le sedi di lavoro situate nelle regioni Abruzzo, la Basilicata, la Calabria, la Campania, il Molise, la Puglia, la Sardegna e la Sicilia, in misura differenziata pari:

  • al 30% della contribuzione dovuta fino al 31 dicembre 2025;
  • al 20% dei contributi dovuti per gli anni 2026 e 2027;
  • al 10% per gli anni 2028 e 2029.

Le modifiche al regime di aiuto di cui al Dl. n. 104/2020 proposte dalla legge n. 178/2020 sono state approvate dalla Commissione europea che ha autorizzato l’esonero dal 1° gennaio 2021 fino al 31 dicembre 2021. Con la decisione c/2022) 171 final la Commissione europea ha prorogato l’applicabilità del’agevolazione al 30 giugno 2022. Nell’attuale emergenza Covid-19 la Commissione considera aiuti di Stato compatibili con il mercato interno quelli che siano di importo non superiore a 2.300.000 euro per impresa (290 mila per le imprese del settore agricolo; 345 mila per le imprese del settore della pesca), siano concessi a imprese non già in difficoltà al 31/12/2019 e siano concessi entro il 30/06/2022.

Con la circolare n. 33/2021, l’Inps ha fornito indicazioni operative limitatamente al periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021 oggetto di autorizzazione da parte della Commissione europea da intendersi estese fino al 30 giugno 2022. Possono accedere all’esonero contributivo tutti i datori di lavoro privati, anche non imprenditori, Il beneficio spetta a condizione che la prestazione lavorativa si svolga in una delle regioni già menzionate vale a dire: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Su specifica richiesta del datore di lavoro interessato l’Inps territorialmente competente, dopo aver effettuato i dovuti controlli, attribuisce alla matricola aziendale il codice di autorizzazione “0L” (con validità dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021). L’esonero non prevede un limite individuale di importo. Pertanto, lo sgravio trova applicazione sulla percentuale della contribuzione datoriale senza individuazione di un tetto massimo mensile.

Sono esclusi dalla decontribuzione oltre ai premi e ai contributi dovuti all’Inail, il contributo 0,30% destinato al finanziamento dei Fondi interprofessionali per la formazione, il contributo Tfr al Fondo Tesoreria, il contributo ai Fondi di solidarietà bilaterali e al FIS, il contributo di solidarietà 10% sui versamenti a previdenza e assistenza sanitaria integrativi, il contributo di solidarietà per i lavoratori del settore dello sport e dello spettacolo. il periodo di fruizione dell’esonero contributivo può essere sospeso esclusivamente nei casi di assenza obbligatoria dal lavoro per maternità.

L’agevolazione contributiva spetta per tutti i rapporti di lavoro subordinato, sia instaurati che instaurandi, diversi dal lavoro agricolo e domestico. Non ha natura di incentivo all’assunzione e, pertanto, non è soggetta all’applicazione dei principi generali in materia di incentivi all’occupazione. Il diritto alla fruizione dell’agevolazione è, invece, subordinato al possesso del DURC, ferme restando l’assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro e rispetto degli altri obblighi di legge; il rispetto degli accordi e dei CCNL, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, sottoscritti dalle Organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

L’agevolazione è cumulabile con altri esoneri o riduzioni nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta e sempreché non vi sia un espresso divieto di cumulo previsto da altra disposizione.

La cumulabilità, sempre nei limiti della contribuzione datoriale dovuta, si applica sia con riferimento ad altre agevolazioni di tipo contributivo quali ad esempio l’incentivo all’assunzione di over 50, disoccupati da almeno 12 mesi e di donne variamente svantaggiate, sia con riferimento agli incentivi di tipo economico quali ad esempio l’incentivo per l’assunzione di disabili, o l’incentivo all’assunzione di beneficiari di Naspi.

Nella denuncia UniEmens, i datori di lavoro devono indicare i lavoratori per i quali spetta l’agevolazione valorizzando, secondo le consuete modalità l’elemento <Imponibile> e l’elemento <Contributo> della sezione <DenunciaIndividuale>. Nell’elemento <Contributo> deve essere indicata la contribuzione piena calcolata sull’imponibile previdenziale del mese.

Il beneficio spettante va esposto all’interno dell’elemento <Incentivo> di <DatiRetributivi> di <DenunciaIndividuale> indicando il codice “ACAS” nell’elemento <TipoIncentivo>.

Con il messaggio n. 2434/2021 l’Inps ha chiarito che la Decontribuzione sud può trovare applicazione, nella percentuale prevista del 30%, anche per gli eventuali ratei maturati durante l’anno 2020, purché l’erogazione della mensilità aggiuntiva avvenga nell’anno in corso (2021)

Con la decisione presa l’11 gennaio 2022, la Commissione europea ha prorogato al 30 giugno 2022 l’autorizzazione per la decontribuzione Sud al 30%.