Al datore di lavoro privato che assume a tempo indeterminato, pieno o parziale, o determinato anche mediante contratto di apprendistato soggetti beneficiari di reddito di cittadinanza (Rdc), è riconosciuto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali a carico del datore di lavoro e del lavoratore (con esclusione dei premi Inail), nel limite (in cumulo fra azienda e lavoratore) dell’importo di Rdc mensile percepito dal lavoratore all’atto dell’assunzione per un periodo pari alla differenza tra 18 mensilità e i mesi già goduti dal beneficiario stesso e, comunque, non superiore a 780 euro mensili e non inferiore a 5 mensilità. In caso di rinnovo del Rdc l’esonero è concesso nella misura fissa di 5 mensilità.

Nel caso di licenziamento del beneficiario di Rdc, il datore di lavoro è tenuto alla restituzione dell’incentivo fruito maggiorato delle sanzioni civili, salvo che il licenziamento avvenga per giusta causa o per giustificato motivo.

Il datore di lavoro, contestualmente all’assunzione del beneficiario di Rdc può stipulare  presso il Cpi, ove necessario, un patto  di formazione, con il quale garantisce al beneficiario un percorso formativo o di riqualificazione. In questa situazione l’esonero riconosciuto al datore di lavoro è pari alla metà dell’importo mensile del Rdc percepito dal lavoratore e comunque non superiore a 390 euro mensili e non inferiore a 6 mensilità. La restante metà del Rdc è riconosciuta all’ente di formazione accreditato sotto forma di sgravio contributivo applicato ai contributi dovuti per i propri dipendenti sulla base delle stesse regole valide per il datore di lavoro che assume il lavoratore.

Le agevolazioni sono concesse a condizione che il datore di lavoro realizzi un incremento occupazionale netto del numero di dipendenti riferiti esclusivamente ai lavoratori a tempo indeterminato. E’ richiesto anche il rispetto delle condizioni stabilite dall’art. 1 c. 1175 della legge n. 296/2006 e della regola “de minimis”.